Poeti liberi, liberi poeti- Dalla parola all’immagine
Martedì 10 marzo, il complesso di Capanne ha svestito i panni del rigido perimetro istituzionale per farsi tela bianca, vibrante di una rara e purissima umanità. Il progetto “Poeti liberi, liberi poeti” ha trasformato la sezione femminile in un punto d’incontro dove le etichette di provenienza o di reato – che si tratti di cittadini nigeriani, albanesi o italiani – sono svanite davanti alla potenza della parola. In questo spazio condiviso, la diversità cromatica delle storie personali ha trovato una sintesi perfetta nell’arte che libera la mente, dimostrando che l’identità di “poeta” può superare ogni barriera.
I motori di questa trasformazione sono stati i docenti Alessandra Tiroli e Mauro Francia del CPIA 1 Perugia, che hanno saputo tessere un dialogo creativo tra le sezioni maschile e femminile. Insieme a loro, Bruno Mohorovich, coordinatore di Poesiaedizioni, ha guidato gli studenti in una ricerca stilistica di alto livello, trasformando il silenzio della quotidianità ristretta in un corpus poetico nudo e potente. Non si è trattato di un semplice esercizio didattico, ma di una vera emersione di “parole-mano tesa” verso il mondo esterno, capace di dare nuova dignità a sogni e rimpianti.
La dimensione visiva ha aggiunto un ulteriore strato di colore grazie alla collaborazione con i fotografi del Fotoclub “Al Garage di Elio”, che hanno tradotto i versi in immagini evocative, creando un ponte tra il “dentro” e il “fuori”. Ad arricchire l’atmosfera, gli intermezzi musicali dei maestri Silva Perez Juan Efrain alla chitarra e Gregorio Trombetta al violino hanno reso l’esperienza un evento multisensoriale completo.
Uno dei momenti più intensi è stato segnato dalla voce degli studenti stessi, come quella di Domenico, che ha riflettuto sulla poesia Amore dopo amore di Derek Walcott. Le sue parole hanno descritto l’impatto dei versi come un “coltello affilato” capace di scavare nell’anima per far emergere una nuova e profonda comprensione di sé. Questa fatica emotiva, questo cercare un “fiore raro nel deserto”, ha trasformato il dolore in bellezza, offrendo ai presenti una prospettiva autentica sulla ricerca interiore.
La presenza vibrante delle autorità – tra cui la Direttrice della Casa Circondariale Antonella Grella, il Dirigente Scolastico del CPIA 1 Alfonso Noto e i rappresentanti di Regione, Comune, Provincia e USR – ha sottolineato l’importanza sociale dell’evento. Non sono stati semplici spettatori, ma testimoni di un’umanità che pulsa oltre le limitazioni fisiche, toccati da una commozione che ha superato ogni protocollo istituzionale. Il progetto, che ora vive in un libro e in una mostra, resta come prova che la creatività può davvero fiorire ovunque, trasformando l’isolamento in un dialogo aperto con la città.
https://www.rainews.it/tgr/umbria/video/2026/03/tgr-umbria-web-salari-poesia-in-carcere-1200-logomp4-18c6155c-58cc-4be8-a504-d2cf01fa1de9.html
Nel servizio di Gabriele Salari, montaggio di Gabriele Liberati, le voci di Alessandra Tiroli e Mauro Francia – docenti CPIA Perugia