Venerdì 15 maggio il ritmo è entrato nella sezione femminile dell’Istituto Penitenziario di Capanne come una ventata d’aria nuova.
La professoressa Eva Giovagnoni, nell’ambito del progetto LiberaMente, ha invitato Cinzia Saporetti, istruttrice di zumba della A.S.D.DaleMasZumba e insegnante presso la scuola di Danza Mov’it: solare, comunicativa, empatica, capace di far muovere anche i pensieri, non solo i piedi.
Venticinque ragazze dei corsi di alfabetizzazione e del biennio superiore, insieme ad alcune compagne che si sono unite con entusiasmo, hanno riempito la sala con un’energia che sembrava già una coreografia.
Cinzia ha iniziato raccontando una breve storia della Zumba: nata per caso, cresciuta per passione, diventata un linguaggio universale fatto di musica, libertà e sorrisi condivisi.
Poi la musica ha preso il comando.
Passi che si intrecciano, braccia che si alzano, fiato che accelera. La fatica diventa leggerezza, il corpo si riscopre, la bellezza si sente negli occhi e nella pelle. Sguardi che si incontrano, sorrisi che si moltiplicano, un “noi” che nasce senza bisogno di parole.
Per due ore il carcere ha cambiato forma: le mura si sono fatte lontane, quasi trasparenti.
È rimasto solo il ritmo, quello che parla all’anima e apre orizzonti nuovi.
Un’esperienza intensa, luminosa, che resta addosso come una canzone che continua a vibrare